

Il 16 settembre è stata firmata dal Presidente degli Stati Uniti una riforma sulle norme relative alla proprietà industriale che può ritenersi la più significativa dal 1946.
In estrema sintesi, viene almeno in parte abbandonato il sistema per il quale la data di concezione dell’invenzione prevale su quella di deposito della domanda di brevetto per l’assegnazione dei diritti e sarà possibile contestare la validità di un brevetto statunitense dopo la concessione entro nove mesi da quest’ultima, con analogie rispetto a quanto accade presso l’Ufficio Brevetti Europeo.
Ulteriori novità si riferiscono all’introduzione di norme relative al preuso e all’autonomia dell’Ufficio Marchi e Brevetti in materia di importi e strutturazione delle tasse per le procedura di brevetti, marchi e design.
Il ‘Leahy-Smith America invents act’ appena firmato intende avvicinare la prassi locale ad alcune delle norme più seguite dalla maggioranza dei Paesi aderenti al WTO ma rimangono comunque delle peculiarità che un utente non-statunitense e in particolare europeo dovrà continuare a considerare come specifiche degli USA